Un fenomeno spesso invisibile
Lavorare con i giovani è una professione fatta di relazioni.
Ogni giorno gli operatori ascoltano, accompagnano, progettano attività educative, gestiscono gruppi, costruiscono reti territoriali, scrivono progetti, organizzano eventi, seguono volontari, dialogano con scuole, enti pubblici e famiglie.
È un lavoro ricco di significato, ma anche caratterizzato da un elevato coinvolgimento emotivo.
A tutto questo si aggiunge una crescente complessità organizzativa: rendicontazioni, progettazione europea, gestione amministrativa, comunicazione digitale, monitoraggio delle attività e continua necessità di aggiornamento professionale.
Il risultato è spesso un accumulo di responsabilità che, nel tempo, può trasformarsi in stress cronico, affaticamento emotivo e burnout.
Non si tratta di una fragilità individuale.
Sempre più studi dimostrano che il burnout è il risultato dell’interazione tra fattori personali, organizzativi e ambientali. Per questo motivo non può essere affrontato esclusivamente insegnando alle persone a “gestire meglio lo stress”, ma richiede anche strumenti organizzativi, nuove competenze e una diversa cultura del lavoro.
È proprio su questa prospettiva che si fonda Thrive@Work.
Un progetto europeo per il benessere degli youth workers
Per diciotto mesi Formatalenti e Association Concordia lavoreranno insieme per sviluppare un insieme di strumenti pratici pensati specificamente per chi opera nel settore giovanile.
Il progetto nasce dalla convinzione che il benessere degli operatori non rappresenti soltanto una questione personale, ma costituisca una condizione essenziale per garantire servizi educativi di qualità e costruire comunità più resilienti.
Per raggiungere questo obiettivo, Thrive@Work si sviluppa attorno a tre grandi assi di intervento
1. Prevenire stress e burnout
Il primo obiettivo consiste nel comprendere meglio le cause dello stress lavoro-correlato e del burnout tra gli youth workers, fornendo strumenti che aiutino sia i singoli professionisti sia le organizzazioni a riconoscere precocemente i segnali di rischio.
L’attenzione non sarà rivolta esclusivamente all’individuo, ma anche ai processi organizzativi che possono favorire o, al contrario, prevenire il sovraccarico lavorativo.
2. Innovazione digitale e Intelligenza Artificiale al servizio del benessere
Uno degli elementi più innovativi del progetto riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza Artificiale.
Oggi gran parte del tempo degli youth workers viene assorbita da attività amministrative e organizzative: scrivere progetti, predisporre report, realizzare materiali informativi, gestire la comunicazione, pianificare attività, raccogliere dati e compilare documentazione.
L’obiettivo di Thrive@Work non è insegnare l’Intelligenza Artificiale in senso generale, ma mostrare come possa diventare uno strumento concreto per ridurre il carico di lavoro, automatizzare attività ripetitive, migliorare l’organizzazione del lavoro e restituire tempo alla relazione educativa, che rimane il cuore della professione.
L’innovazione tecnologica, quindi, non viene considerata un fine, ma un mezzo per migliorare il benessere delle persone.
3. Costruire una comunità europea
La terza dimensione del progetto guarda oltre la durata delle attività.
Attraverso la collaborazione tra Italia e Francia nascerà una rete europea di confronto tra professionisti, organizzazioni e youth workers, con l’obiettivo di favorire lo scambio continuo di esperienze, strumenti e buone pratiche anche dopo la conclusione del progetto.
Dall’ascolto all’azione
Uno degli aspetti che caratterizza Thrive@Work è la scelta di partire dall’ascolto.
Prima di progettare qualsiasi attività formativa, il partenariato ha infatti avviato una fase di analisi dei bisogni rivolta a youth workers, educatori, volontari e organizzazioni del Terzo Settore.
L’obiettivo è comprendere quali siano oggi le principali difficoltà incontrate dagli operatori, quali competenze ritengano prioritarie e quali strumenti possano realmente migliorare il loro lavoro quotidiano.
Le risposte raccolte costituiranno la base scientifica sulla quale saranno sviluppati tutti gli output del progetto.
Strumenti concreti per un cambiamento reale
Al termine del progetto saranno messi gratuitamente a disposizione del settore una serie di strumenti operativi.
Tra questi:
- due strumenti diagnostici, uno rivolto ai singoli youth workers e uno alle organizzazioni, per valutare il livello di benessere e individuare eventuali aree di miglioramento;
- una guida pratica contenente metodologie, strumenti operativi e indicazioni per favorire il benessere organizzativo e la gestione dello stress;
- tre moduli formativi dedicati alla prevenzione dello stress lavoro-correlato, alla gestione del burnout e all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come supporto concreto al lavoro degli youth workers;
- un percorso pilota internazionale che coinvolgerà operatori provenienti da Italia e Francia, durante il quale i materiali sviluppati saranno sperimentati e successivamente perfezionati;
- una rete europea permanente di confronto e collaborazione tra organizzazioni impegnate nel settore giovanile.
Tutti gli strumenti saranno sviluppati secondo i principi dell’open education e saranno messi gratuitamente a disposizione delle organizzazioni interessate.
Perché partecipare fin da oggi
In questo momento Thrive@Work si trova nella fase forse più importante dell’intero progetto: l’ascolto.
Ogni risposta al questionario contribuirà direttamente alla progettazione dei moduli formativi, degli strumenti diagnostici e delle risorse che saranno realizzate nei prossimi mesi.
Più ampia e rappresentativa sarà la partecipazione, più efficaci saranno gli strumenti che il progetto restituirà all’intero settore.
Per questo motivo invitiamo tutte le organizzazioni, gli youth workers, gli educatori, i volontari e i professionisti che lavorano con i giovani a dedicare pochi minuti alla compilazione del questionario.
👉 Compila il questionario
La partecipazione è completamente anonima.
Chi lo desidera potrà inoltre manifestare il proprio interesse a partecipare gratuitamente ai percorsi formativi che saranno sperimentati nei primi mesi del 2027.
Un investimento sulle persone
Quando si parla di innovazione nel Terzo Settore si pensa spesso a nuovi progetti, nuove tecnologie o nuove metodologie.
Thrive@Work parte invece da un principio diverso.
La prima innovazione consiste nel prendersi cura delle persone che ogni giorno si prendono cura degli altri.
Perché organizzazioni più sane significano operatori più motivati.
Operatori più motivati significano relazioni educative di maggiore qualità.
E relazioni migliori significano maggiori opportunità per i giovani.
È da qui che vogliamo partire.